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BETTY ROBINSON

Donne come lei ci permettono di credere nella nostra forza interiore. Ci sono giorni in cui ci sentiamo invincibili e, proprio come Betty, possiamo letteralmente diventare delle campionesse, magari non nei 100m piani come lei, ma ci sentiamo altrettanto forti nelle nostre vite. Ma può succedere un imprevisto e tutti i nostri sforzi o i nostri punti di forza sembrano scomparire. Betty è fonte di ispirazione .
Dopo esser diventata una grandissima campionessa nei 100m piani, nel momento più alto della sua carriera, rimase coinvolta in un incidente aereo; il biplano su cui volava, si schiantò vicino a Chicago. I primi soccorritori pensarono che fosse morta e la portarono direttamente all'obitorio. In realtà era ancora viva, anche se in gravissime condizioni. Rimase in coma per sette settimane e le occorsero poi due anni di riabilitazione prima di poter tornare a camminare. Betty Robinson voleva a tutti i costi tornare a correre, ma non poteva più flettere completamente il ginocchio sinistro. Questo le impediva di accovacciarsi ai blocchi di partenza e dovette così dire addio alle gare di velocità. Continuò però a gareggiare nelle staffette, dove dal secondo staffettista in poi la partenza avviene in piedi. Cinque anni dopo l'incidente, fu convocata per le Olimpiadi di Berlino come componente della staffetta 4×100 m. Le tedesche, grandi favorite, persero il testimone all'ultimo cambio. Betty e le sue compagne riuscirono a vincere la medaglia d'oro. Ci chiediamo ora quante persone abbia smentito con le sue gesta...Quante persone ha affrontato che non credevano più in lei e nelle sue capacità? Tutto il mondo, ma ha deciso di ascoltare solo se stessa e ha vinto. Grazie Betty.

@marcomarcellobina

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